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I dati del 2008 raccontano che il 75% di coloro che sono giunti in Italia via mare ha fatto richiesta d’asilo. E le apposite commissioni, seguendo rigide procedure, hanno accolto la metà delle domande. Da questi numeri s’intuisce che molti altri avrebbero potuto presentarle, ma non ci sono riusciti perché non sono approdati, morti durante il tragitto o respinti in mare. Altre cifre dicono che coi suoi 47.000 rifugiati censiti lo scorso anno, l’Italia è molto dietro a Germania (582.000), Gran Bretagna (292.000), Francia (160.000), e perfino Paesi Bassi e Svezia (77.000 ciascuno); e a fine luglio il Comitato per la prevenzione dei trattamenti inumani e degradanti del Consiglio d’Europa ha svolto un’ispezione di cui s’attendono i risultati.